Interventi seno mascellare

Il rialzo del seno mascellare o “sinus lift” è un intervento chirurgico che ha lo scopo di aumentare la quantità di osso nell’area dei premolari/molari dell’arcata superiore in previsione di una riabilitazione implanto protesica.

La perdita di un elemento dentale è seguita da un fisiologico e progressivo riassorbimento dell’osso della cresta alveolare corrispondente.

Il deficit osseo sarà maggiore in quei pazienti che soffrono di parodontopatia.

A livello dell’arcata superiore la situazione viene ulteriormente complicata dalla presenza del seno mascellare, cavità piena di aria, situata all’interno dell’osso mascellare, che comunica direttamente con il naso ed ha funzioni legate ad una corretta respirazione e fonazione. Con il passare del tempo e con il progressivo riassorbimento della cresta alveolare il pavimento di tale cavità tenderà ad avvicinarsi sempre di più all’apice della cresta alveolare e lo spessore osseo non sarà più sufficiente a sostenere un impianto.

Confezionando una piccola botola ossea sulla parete anteriore del seno mascellare e “rialzando” la sottile membrana che ricopre il pavimento, sarà possibile creare una cavità accessoria in grado di accogliere un innesto osseo. Una volta richiusa la gengiva al di sopra dell’innesto saranno necessari alcuni mesi (in media 5) affinche tale materiale venga colonizzato dalle cellule dell’organismo e lentamente integrato. Solo allora sarà possibile intervenire nuovamente per posizionare gli impianti che dovranno sostenere la nuova dentatura.

Contatti
Sinus Lift

Tipi di innesto

  • Autologo (osso prelevato dal paziente stesso; esistono diversi siti di prelievo tra cui mandibola, calvaria, anca ecc.);
  • Omologo (osso di banca, ossia osso di cadavere appositamente trattato);
  • Alloplastico (osso sintetico prodotto in laboratorio).

Sinus lift

Il sinus lift è un intervento collaudato e praticato da oltre 15 anni che ha accompagnato e continua ad accompagnare il grande successo dell’implantologia. Naturalmente solo un’attenta pianificazione eseguita in collaborazione con il dentista protesista di fiducia e corredata da indagini diagnostiche mirate (ortopantomografia e TC DentaScan mascellare) può evitare complicazioni o rischi inutili.

L’intervento viene solitamente eseguito in ambulatorio, in anestesia locale.

In casi particolari può essere indicata la sedazione o l’anestesia generale in ambiente protetto (sala operatoria).

Il post-operatorio è caratterizzato dal tipico gonfiore che tenderà ad aumentare nei primi giorni per poi ridursi progressivamente.

Il dolore può essere controllato facilmente con i farmaci. Categorico il divieto di soffiarsi il naso, obbligatorio ricordarsi di tenere la bocca aperta durante gli sforzi e soprattutto in caso di starnuto.

La complicanza più frequente e temuta è rappresentata dalla infezione del sito chirurgico che impedisce la corretta integrazione dell’innesto osseo. L’innesto dovrà pertanto venire rimosso decretando il fallimento della procedura (questa condizione viene spesso indicata erroneamente dai pazienti con il termine “rigetto”).

La prevenzione di tale rischio si attua assumendo una terapia antibiotica, mantenendo una igiene orale ottimale, astenendosi dal fumo ed evitando di indossare protesi sino alla completa guarigione delle ferite chirurgiche.

Dott. Matteo Casadei
Dott. Matteo Casadei

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